Rifare le librerie, rifare la vita – Inside Books #48
Raramente le nostre collezioni di libri sono stabili, proprio come le nostre vite
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È un anno pieno di novità per questo progetto culturale. E il 2027 lo sarà ancora di più!
Ti ho convinto? Dai, questo è il momento giusto di concederti un tuffo nella letteratura.
Ho smantellato il mio salotto per rifare la mia libreria nei mesi più caldi dell’anno. Perché?
Perché non avevo più spazio in cui riporre i libri che si erano abbarbicati in ogni anfratto della casa (in maniera semiautonoma), giacevano inermi per terra, incolonnati in pile minacciose, prede della polvere e dei miei inciampi (qualche livido ce l’ho ancora). Ma anche perché avevo bisogno di trasformazione, ordine, un nuovo angolo su cui posare lo sguardo in casa.
Chi possiede tanti libri lo sa: riordinare la libreria è un rituale tutt’altro che saltuario. E forse, più mentale che fisico. Occorre capire: dove sarò tra un anno? Sarò quel tipo di persona che inizierà finalmente Proust o troverò mai la voglia di finire quella saga fantasy di diciassette volumi in copertina rigida? Voglio davvero tenere quel saggio che mi ha regalato il mio ex? Vale la pena continuare a tenere un ridicolo ordine cromatico solo perché l’ho visto su Pinterest, anche se non trovo più niente di ciò che cerco? Voglio fare piazza pulita perché non riesco più a vivere nel caos e odio qualsiasi oggetto (praticamente a un passo dal far diventare casa mia un museo) o sono in una fase paciosa, tollerante e zen verso il disordine perché ho ormai preso atto della caducità dell’esistenza? In ogni caso, la libreria va riordinata. Così come la nostra testa. Quindi si inizia.
Chi ha un approccio radicale (svuota, cataloga e ripone in ordine alfabetico), chi poco ortodosso (ogni settimana si accontenta di riassettare singole porzioni e reparti degli scaffali), chi adotta una filosofia laissez-faire, chi diventa maniacale e così via. Ma tutti siamo soggetti inevitabilmente al cambiamento.
Se ti reputi un lettore, non ti limiti ad avere una collezione di libri intonsa. I libri sono materia viva, cambiano con te, con il tuo umore, con le tue maree e i tuoi ghiribizzi rivoluzionari. Se tu vuoi cambiar pelle, anche loro subiscono le conseguenze.
Quindi eccoci qua, con un nuovo spazio da abitare. Se vuoi, trovi un reading vlog sul canale dove racconto l’esperienza, oppure, se non hai tempo e vuoi solo vedere il risultato finale, qui la versione short.
Ne ho approfittato per fare un ripulisti per due motivi:
abito in un bilocale in cui bisogna lottare per mantenere sgombra la superficie calpestabile;
non credo nel tenersi i libri mediocri, brutti, che non ci invogliano più, o quelli che, si sa già, non si leggerà mai.
Una filosofia contraria a quella del filosofo e bibliofilo Umberto Eco che disse:
È sciocco pensare di dover leggere tutti i libri che compri, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che dovresti usare tutte le posate o occhiali, cacciaviti o punte da trapano acquistati prima di acquistarne di nuovi.
Suppongo, però, che lui avesse più spazio di noi a disposizione. A proposito, sai che a Bologna puoi fare un giro nella sua biblioteca?
Tolto il diverso stile di vita tra me e Eco, però, credo che, anche se avessi un castello a mia disposizione, mi piacerebbe avere una biblioteca che rispecchi me e i miei gusti da lettrice.
Certo, forse non sarei così severa nel selezionare i libri da conservare come lo sono ora per via del poco spazio in cui abito, ma vorrei avere in casa solo libri memorabili, non per forza eccezionali o perfetti ma che hanno lasciato il segno in me o nella letteratura in generale. Libri che vorrei rileggere, che vorrei sfogliare ancora, libri da cui tornare.
Ora come ora, però, - ahimè - ci sono soprattutto libri che devo ancora leggere. Sì, la mia libreria di Milano (diversa dalla libreria della mia adolescenza trascorsa in Sicilia, fatta di tomi che venero e che mi hanno formata), rispecchia il mio presente: il mio lavoro nell’editoria (infatti ci sono numerose bozze fuori commercio), le tante novità letterarie ma anche molti classici che valuto per il mio gruppo di lettura. È una libreria che non è ancora una collezione, forse un giorno lo diventerà.

Al momento, è più il mio studio, il mio magazzino, un posto di transizione e di comunità.
Infatti, anche questa volta, mi sono fatta aiutare dalle mie amiche per smontare la libreria vecchia e svuotarla di tutto ciò che non avrei più tenuto. Loro si sono portate a casa un bel po’ di libri, io ne ho guadagnato in serenità.
Ciò di cui vado più fiera della professione e della vita che ho costruito attorno ai libri è che è piena di gente. I libri hanno creato ponti per legami personali, affettivi, professionali. E mi piace pensare che la libreria che appare dietro quasi tutti i miei video sia familiare. Che sia condivisa, che anche voi la conosciate un po’. Non è un mobile, è un luogo d’incontro.
Voi che rapporto avete con le vostre librerie? Tenete tutto? Buttate tutto? Leggete solo in digitale? Comprate in cartaceo solo quelli bellissimi? Non recuperate nulla perché la carta costa e il pianeta sta morendo?
Quanto dice di noi la nostra libreria? Secondo me, tanto. Anche quando sono vuote. Ma una cosa è certa: alle librerie piace cambiare. Raramente se ne stanno lì, sullo sfondo delle nostre case. Quasi mai rimangono uguali, di anno in anno. Esattamente come noi.
Appuntamenti ed extra
Sogni l’autunno? Prenota il perfetto viaggio letterario a New York con me ed Ecoway. Solo 3 posti.
Si sono liberati anche due posti per il viaggio tra Cotswolds e Dorset, tra cottage e il festival di Jane Austen a Bath per settembre! Se non eri riuscita a prenotare, questo è il segno per venire insieme a noi a Austenland!
Sono aperte le prenotazioni in libreria per la quarta tappa dei Mattoni Europei: il 7, l’8 e il 9 settembre a Roma, Milano e Verona per discutere di Notre-Dame de Paris. A proposito, qui un’utile mappa di Parigi nel 1482 per godervi appieno le descrizioni della città fatte da Hugo. Vi assicuro che l’esperienza di lettura migliora del 300%. Qui invece la storia della città in 37 minuti.
Editoria e dintorni
Sono stati rivelati i titoli della longlist del Booker Prize di quest’anno (la shortlist sarà annunciata il 22 settembre): grandi nomi come Elizabeth Strout, Marlon James, Emma Cline, M. John Harrison e Douglas Stuart. Ma anche i debutti sembrano molto promettenti come quello di Kenan Orhan, The renovation, surreale riflessione sul concetto di imprigionamento a partire dalla ristrutturazione di un bagno. Quello che m’incuriosisce di più è The Vivisectors di Missouri Williams (che è, invece, un’opera seconda), presentato come un bizzarro campus novel. Non è l’unico della lista, anche un altro candidato, Black Bag di Luke Kennard, è ambientato in un’università, e sia The things we never say di Strout sia Helen of Nowhere di Makenna Goodman hanno come protagonisti dei professori. La maggior parte di questi romanzi sarà tradotta in italiano: alcuni per Einaudi, altri per NN, di quelli che ho rintracciato io.
Tutti stanno leggendo questo libro di Sellerio che, infatti, in questo momento, è un po’ difficile da reperire nelle librerie fisiche.
Cosa sono “gli slop”, i romanzi scritti con l’AI e perché stanno inquinando la narrativa di genere?
I libri che ti aspettano in libreria dopo le ferie. Priorità assoluta a Siri Hustvedt con il suo memoir dedicato al marito scomparso, Paul Auster (già piango da ora e nemmeno ho aperto il libro), e ovviamente per Crazy Salad di Nora Ephron. Ho amato Il collo mi fa impazzire.
Un rider ha vinto il premio letterario più importante della Cina.
Una causa contro Anthropic per infrazione del copyright e alcune inchieste giornalistiche hanno fatto emergere i dettagli del “Panema Project”: in pratica, alcune aziende di AI stanno comprando migliaia di libri cartacei per allenare i loro modelli, poi li distruggono per non infrangere le leggi sul copyright e ottimizzare i costi di scansione.
The best books of the year so far. Si cita anche di The Hill, che vi avevo già detto di adocchiare!
Un altro libro molto chiacchierato nella sfera anglofona è Kin di Tayari Jones.
Questa era l’ultima rassegna che riceverai questo mese, sperando che, se potrai, anche tu ti terrai lontano dagli schermi.
Ci sentiamo a inizio settembre.
Buon agosto e buone letture!
P.S.: il 15 agosto arriva il LDM quindi tenete d’occhio il canale YouTube. Ma ancora non siete iscritti?
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Io tengo tutto, per ora, solo perché nella libreria a muro del mio trilocale c’è ancora spazio (il vero lusso dei tempi moderni). Ma è anche vero che compro poco e solo titoli che SO che mi lasceranno qualcosa. Il problema sono i libri regalati da chi non mi conosce abbastanza! Cosa fare? Tenerli a prendere polvere e spazio (anche se non li leggerò mai) solo perché sono regali, o venderli?
Avendo una libreria condivisa con la madre per i libri faccio più fatica a selezionare ma ci sto iniziando seriamente a pensare e fare una libreria con roba che mi ha detto qualcosa, che voglio effettivamente leggere o che vorrò rileggere.
La stessa selezione sto iniziando a farla nelle librerie dei fumetti