Inside Books di Ilenia Zodiaco

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Una Jane Austen dimenticata? Il realismo sociale di Elizabeth Gaskell – Mattoni Europei Extra

Ritratto di una scrittrice sottovalutata, sostenuta da Charles Dickens e paragonata all’autrice di “Orgoglio e pregiudizio”

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Ilenia and NightReview
Feb 06, 2026
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È curioso come il destino editoriale delle scrittrici e degli scrittori possa differire così tanto.

Nonostante siano figli e figlie della stessa epoca, oltre che portatori di talenti equivalenti e tematiche simili all’interno delle loro opere, non tutti entrano nel canone letterario, non tutti vengono tramandati di generazione in generazione e tradotti in tanti paesi del mondo.

La prova del tempo è crudele e probabilmente iniqua, direte voi. Non si può salvare tutti, occorre fare delle scelte. A volte, però, quelle scelte vengono rivisitate e corrette. Intervengono nuove correnti e diverse sensibilità a “recuperare” opere e artisti del passato.

Illustrazione originale di Alessandro Ferrari realizzata in esclusiva per Inside Books

È ciò che è accaduto a Elizabeth Gaskell (1810-1865), autrice britannica che all’estero è conosciuta e studiata, in quanto esponente della letteratura vittoriana e, in particolare, della letteratura industriale (anche se la sua opera è molto variegata e spazia anche nel gotico). Ma che, in Italia, è stata pubblicata tardivamente e a singhiozzo (persino da editori grandi come BUR e Mondadori, ma con scarsi risultati) fino a una lenta riscoperta, prima dalla casa editrice Jo March, che per la prima volta traduce Nord e Sud tra il 2010 e il 2011, e poi, più recentemente, da Elliot edizioni che, proprio l’anno scorso, ha lanciato nuove edizioni di molti classici dell’autrice, oltre che da Edizioni Croce (ricordiamo, per esempio, Mary Burton, primo romanzo della Gaskell1).

Qual è il motivo di questa fortuna differita? Sicuramente il suo profilo letterario è stato eclissato dalla presenza di contemporanei ingombranti come le sorelle Brontë, che hanno a lungo dominato l’immaginario collettivo legato alla letteratura vittoriana con protagoniste femminili. Ma anche la vicinanza, sebbene non stilistica, a certi temi e soggetti di Austen. Infatti, Nord e Sud, il romanzo più celebre di Gaskell, ricalca l’intreccio ricorrente che vede i due amanti contrapposti da differenze culturali, caratteriali e status sociale (dai pregiudizi e dall’orgoglio, insomma).

All’apparenza, quindi, si potrebbe pensare a Gaskell come un’autrice minore o derivativa. Ma non è così.

Con il crescere delle esigenze femministe, che hanno alimentato la fame di riscoperta di quelle pioniere letterarie emarginate dal canone, quella stessa somiglianza con queste autrici è stata finalmente utile per riportarla alle attenzioni dei lettori e per permetterle di conquistarsi una posizione letteraria totalmente autonoma, seppur accostata a quelle dei suoi contemporanei.


Ascolta anche l’approfondimento in formato podcast qui.


Sgombriamo subito i dubbi inerenti al titolo che ho scelto di dare a questo numero: no, Gaskell non è una Jane Austen dimenticata. Anche se, il paragone è stimolante e utile per capire:

1) l’evoluzione della letteratura inglese e delle “eroine” del romanzo ottocentesco (infatti Jane Austen e Elizabeth Gaskell si scambiano 35 anni di differenza);

2) il differente approccio alla politica e alla società di due autrici argute e ugualmente critiche dell’ambiente in cui nacquero ma con modalità letterarie diverse;

3) il fascino e il piacere che ancora oggi i lettori contemporanei traggono dagli intrecci e dagli impianti narrativi del classico “period novel” all’inglese, spesso con protagoniste femminili.

Lungi dal voler quindi stabilire “un ranking” di merito tra le voci femminili più influenti della letteratura inglese, questo paragone vuole solo mettere in luce come si possa, attraverso il romanzo, sfidare le convenzioni di genere e classe, anche a partire da contesti socio-culturali e religiosi completamente diversi (come è il caso di Austen e Gaskell).

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