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Marcel's avatar

Gli articoli di sociologia spicciola sulla Gen Z che legge Cime Tempestose sono anche l' esempio che forse non ci siamo ancora abituati a ricevere attraverso lo stesso flusso mediatico diversi linguaggi?

Nel mio feed posso trovare uno dopo l' altro l' analisi critica e la reaction scanzonata, creando un cortocircuito che non tutti voglio accettare (o fanno finta). Non che prima fosse meglio, ma forse non abbiamo ancora sviluppato gli strumenti per gestire questa popolarizzazione del discorso sui contenuti culturali, sia da una parte (la vecchia elite) che dall' altra (chi si comporta da fan).

Aggiungiamoci anche che nel momento in cui produciamo un contenuto attraverso il proprio profilo social c'è la sensazione che ciò che avviene nei commenti, non sia considerato come uno spazio neutro per discutere ma come un estensione di sé (effettivamente il contenuto sta nel proprio profilo), come casa propria, e anche lì... da una parte porta ad andare sul personale e dall' altra inibisce il confronto.

Adi's avatar

Interessantissima riflessione, mi permetto solo di fare una precisazione in merito ad un passaggio. In Italia, in tv, si parla da decenni di libri (almeno sui canali rai). Ne sono un esempio i programmi Billy il vizio di leggere (rubrica settimanale del tg1) , quante storie (programma giornaliero condotto per anni da Augias) e per un pugno di libri (format piú dinamico e coinvolgente, rivolto ad un pubblico più giovane)

Gaia's avatar

Ho questa sensazione del "rifiuto del conflitto" da un po' anche io — la mettevo in relazione al fatto che per anni quello che ha funzionato online è stata proprio la polemica, l'aggressività, che quindi si evitasse a tutti i costi lo scontro su argomenti più frivoli come "mi piace perché/ non mi piace perché ".

Ma anche il metterlo come reazione anti-snob... ha il suo senso.

Quale che sia la molla, ho paura che si stiamo perdendo tutti, con questa tendenza a non esprimersi (che sia per 'paura' del contraddittorio, per evitare imbarazzo/vergogna o perché 'non c'è tempo' o per mille altre possibili ragioni).

Massimo's avatar

Considerazioni interessanti su cui riflettere . Io per esempio seguo poco gli influencer di letteratura e preferisco le riviste (digitali e/o cartacee) : magari sono un po snob a mia insaputa? E comunque: finito ieri “C’era una volta”, una bella sorpresa, proprio .

Giamporsi's avatar

Io credo invece che si sia in un momento storico in cui chiunque si sente autorizzato ad essere un "critico", col risultato che se tutti sono critici, nessuno è più un critico.

I social, che rendono tutto a portata di mano (che è una cosa buona, secondo me), danno la sensazione che chi parla a proposito di un argomento sia, mediamente, una persona qualunque proprio perché il social stesso appiattisce la dimensioni della comunicazione (e questo è un male, secondo me!).

Gli influencer (pure quelli di cultura) ho la sensazione che vengano percepiti più come quelli che ce l'hanno fatta che non per forza quelli che si sono fatti il mazzo e hanno la capacità e l'autorità di parlare di un dato argomento (il tutto ovviamente causato dalla miriade di "impostori finti esperti" che pervadono il web!).

Dunque il problema forse, tornando all'inizio, è il fatto che lo spirito critico è qualcosa che deve essere costruito con gli anni e non lo si può improvvisare. Dunque, una persona qualunque può dirmi se un film, libro, disco, ecc, gli è piaciuto o meno ma se sei uno che legge un libro all'anno, vede 4 film che passano per caso in tv e ti ascolti solo Radio 105 quando vai a lavoro, non puoi permetterti di farmi una disamina più approfondita del "mi piace"/"non mi piace".

Alcune cose sono oggettive. Se un film è girato male, è girato male. Punto! Se un romanzo non sta in piedi a livello narrativo è sbagliato. Punto. Se un disco non ha contenuto armonico, musicale, ritmico, produttivo, non è fatto bene. Punto. Poi c'è la soggettività, ma nulla centra con la critica. Il problema è che chi queste cose le sa, perché le ha studiate, spesso si mette contro la massa e viene additato come "snob" o "intellettuale" (come se poi fosse un insulto questo aggettivo!). No, magari non è ne uno ne l'altro. Semplicemente è una persona che sa quel che dice e riesce a zittire, argomentando, la massa che invece parla solo di pancia. Questo da fastidio. Quindi a "a morte i critici".

Ma per piacere. Viva i critici. Viva sentirsi dire che il tuo film preferito è uno schifo. Solo così si può crescere. Mettendo in dubbi i proprio punti fermi.

Illuminazioni's avatar

a costo di sembrare snob pure io, dico viva i critici!

Che poi un critico può anche essere un tifoso ma se argomenta le sue posizioni posso anche accoglierle o controbattere

Elena Crespi's avatar

Effettivamente stiamo vivendo una fase in cui si cerca di rifuggire dal conflitto forse anche come reazione all'aggressività che si riscontra in molti contesti.

In generale forse abbiamo bisogno di spazi protetti, soft, per fare fronte a un mondo con troppe incognite.

Questo però toglie una sana complessità all'esistenza che permette di comprenderci meglio e di analizzare il mondo intorno a noi.

Per quanto riguarda poi lo snobismo intellettuale ultimamente mi pare poi pure basato sul nulla, nel senso che un certo tipo di mondo si guarda solo al proprio ombelico e tutto il resto è schifo. Questo porta a una spaccatura sempre più grande di due mondi che si conoscono si parlano sempre meno e secondo me è anche parte di un mondo intellettuale che non vuole immergersi nella società a livello politico. Anzi rifugge proprio da prese di posizione politiche, come se l'arte potesse davvero non essere politica.

Illuminazioni's avatar

sono rimasta ferma a "cosa stanno facendo invece gli intellettuali italiani?"

e mi sorgono altre domande

- chi sono gli intellettuali oggi?

- in che modo hanno acquisito autorevolezza/diffusione?

e soprattutto

- come si fa a ottenere la patente di "intellettuale"?

Lo chiesi qualche tempo fa a un intellettuale universalmente riconosciuto e, a parte citare il luogo fisico in cui è nata la sua intellettualitudine non ha saputo rispondere.

Ho le mie idee a riguardo...

Alessandra's avatar

Ilenia, quando puoi leggi Hamnet, é stupendo!