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Marcel's avatar

Gli articoli di sociologia spicciola sulla Gen Z che legge Cime Tempestose sono anche l' esempio che forse non ci siamo ancora abituati a ricevere attraverso lo stesso flusso mediatico diversi linguaggi?

Nel mio feed posso trovare uno dopo l' altro l' analisi critica e la reaction scanzonata, creando un cortocircuito che non tutti voglio accettare (o fanno finta). Non che prima fosse meglio, ma forse non abbiamo ancora sviluppato gli strumenti per gestire questa popolarizzazione del discorso sui contenuti culturali, sia da una parte (la vecchia elite) che dall' altra (chi si comporta da fan).

Aggiungiamoci anche che nel momento in cui produciamo un contenuto attraverso il proprio profilo social c'è la sensazione che ciò che avviene nei commenti, non sia considerato come uno spazio neutro per discutere ma come un estensione di sé (effettivamente il contenuto sta nel proprio profilo), come casa propria, e anche lì... da una parte porta ad andare sul personale e dall' altra inibisce il confronto.

Adi's avatar

Interessantissima riflessione, mi permetto solo di fare una precisazione in merito ad un passaggio. In Italia, in tv, si parla da decenni di libri (almeno sui canali rai). Ne sono un esempio i programmi Billy il vizio di leggere (rubrica settimanale del tg1) , quante storie (programma giornaliero condotto per anni da Augias) e per un pugno di libri (format piú dinamico e coinvolgente, rivolto ad un pubblico più giovane)

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