Nella mia bolla siamo tutte persone che leggono tanto, ma meno di quanto vorrebbero, e una delle motivazioni è il prezzo.
L'acquisto del nuovo sta diventando un gesto ponderato e riservato a determinate occasioni, come un regalo o autoregalo, una nuova uscita dell'autore/autrice del cuore, la partecipazione ad un gruppo di lettura.
Le soluzioni per risparmiare un po' ci sono: biblioteche, bancarelle, anche vinted. Ma queste potrebbero funzionare per chi ha già l'abitudine alla lettura, come anche frequentare book club o manifestazioni culturali/letterarie.
Se anche la lettura comincia a diventare sia costosa che performativa, non mi stupisce che venga percepita come un lusso e quindi inarrivabile.
Molto interessante la tua riflessione, purtroppo il capitalismo e il marketing ormai permeano cosi tanto le nostre vite da andare ad infettare anche una passione come la lettura rendendola una moda ma svuotandola del suo significato più profondo. Lo trovo triste e non penso possa aiutare davvero ad avvicinare alla lettura chi non l ha mai apprezzata prima!
Ps: ho visto la serie Vladimir e mi è piaciuta molto!
Riprendendo l'esempio fatto degli spray edges, c'è forse anche una dissonanza nella editoria di consumo rispetto alla figura del cliente collezionista?
Nel senso che fino a qualche anno fa le edizioni speciali e a tiratura limitata erano intese come edizioni di pregio, e quindi avevano come target un tipo di pubblico che era disposto a pagare una certa cifra a fronte di una cura editoriale di qualità.
Ora invece l'editoria sforna edizioni da "collezione" che si distinguono solo per aspetti estetici superficiali, ma non c'è un'attenzione alla qualità del prodotto, anche se che comunque costano di più rispetto a una brossura normale.
Si tratta di target di pubblici diversi, con potere di acquisto differenti - il primo editoria di "lusso" e il secondo editoria per fan - ma si fanno rientrare tutti nello stesso posizionamento di collezionisti.
Ha senso spremere un target di pubblico per 5€ in più a copia creando una frustrazione per i prezzi dei libri e un ulteriore distanziamento tra domanda e offerta?
Bell'articolo, come al solito. Riguardo al topic, non credo che queste iniziative servano ad avvicinare le persone alla lettura, a prescindere dal costo. Le persone devono trovare la voglia di aprire un libro e leggerlo, perché portarselo dietro come una borsetta non serve a granché, sono praticamente al livello dei labubu.
Almeno in quelli si parla del libro e si crea qualcosa sul territorio! In quel caso, apprezzo che si sfrutti un trend per realizzare, però, un evento reale che coinvolge persone, imprese e luoghi. Diciamo, quindi, che ci sono tanti distinguo da fare e non è tutto un "male"1!111!
Nella mia bolla siamo tutte persone che leggono tanto, ma meno di quanto vorrebbero, e una delle motivazioni è il prezzo.
L'acquisto del nuovo sta diventando un gesto ponderato e riservato a determinate occasioni, come un regalo o autoregalo, una nuova uscita dell'autore/autrice del cuore, la partecipazione ad un gruppo di lettura.
Le soluzioni per risparmiare un po' ci sono: biblioteche, bancarelle, anche vinted. Ma queste potrebbero funzionare per chi ha già l'abitudine alla lettura, come anche frequentare book club o manifestazioni culturali/letterarie.
Se anche la lettura comincia a diventare sia costosa che performativa, non mi stupisce che venga percepita come un lusso e quindi inarrivabile.
Assurdo poi che quando si parla, soprattutto in Italia, del perché si legge così poco, si dà sempre la colpa ai prezzi dei libri sempre più alti.
Poi c'è il settore della moda (ma anche altri), che in crisi non ci va mai.
Basterebbe solo ammettere che della lettura in sé ce ne frega poco, a meno che non diventi una cosa da vedere e fare vedere.
Comunque borse orrende, forse superate solo dalle buste della spazzatura di Balenciaga.
Molto interessante la tua riflessione, purtroppo il capitalismo e il marketing ormai permeano cosi tanto le nostre vite da andare ad infettare anche una passione come la lettura rendendola una moda ma svuotandola del suo significato più profondo. Lo trovo triste e non penso possa aiutare davvero ad avvicinare alla lettura chi non l ha mai apprezzata prima!
Ps: ho visto la serie Vladimir e mi è piaciuta molto!
Riprendendo l'esempio fatto degli spray edges, c'è forse anche una dissonanza nella editoria di consumo rispetto alla figura del cliente collezionista?
Nel senso che fino a qualche anno fa le edizioni speciali e a tiratura limitata erano intese come edizioni di pregio, e quindi avevano come target un tipo di pubblico che era disposto a pagare una certa cifra a fronte di una cura editoriale di qualità.
Ora invece l'editoria sforna edizioni da "collezione" che si distinguono solo per aspetti estetici superficiali, ma non c'è un'attenzione alla qualità del prodotto, anche se che comunque costano di più rispetto a una brossura normale.
Si tratta di target di pubblici diversi, con potere di acquisto differenti - il primo editoria di "lusso" e il secondo editoria per fan - ma si fanno rientrare tutti nello stesso posizionamento di collezionisti.
Ha senso spremere un target di pubblico per 5€ in più a copia creando una frustrazione per i prezzi dei libri e un ulteriore distanziamento tra domanda e offerta?
Bell'articolo, come al solito. Riguardo al topic, non credo che queste iniziative servano ad avvicinare le persone alla lettura, a prescindere dal costo. Le persone devono trovare la voglia di aprire un libro e leggerlo, perché portarselo dietro come una borsetta non serve a granché, sono praticamente al livello dei labubu.
e io ho un labubu! (faccio outing ahahah)
E ci sono anche i book club delle case di moda!
Almeno in quelli si parla del libro e si crea qualcosa sul territorio! In quel caso, apprezzo che si sfrutti un trend per realizzare, però, un evento reale che coinvolge persone, imprese e luoghi. Diciamo, quindi, che ci sono tanti distinguo da fare e non è tutto un "male"1!111!