Il libro sta diventando un oggetto di lusso? – Inside Books #44
Tra book charm, book stylist e book club, leggere è sempre più uno status sfruttato dalla moda
È sempre più cool mostrarsi con un libro tra le mani. Ormai moltissime celebrità hanno un loro book club (da quello solidissimo di Reese Witherspoon a quello di Dua Lipa), si fanno fotografare mentre leggono e hanno persino un book stylist che sceglie per loro quali libri mostrare o meno sui loro social. Vogue adesso ci informa su cosa leggono le modelle prima di sfilare alla Paris Fashion Week.
La letteratura si sta trasformando in un’estetica? Proprio perché leggere sta diventando così di nicchia e sempre meno comune, molti brand ma anche creator se ne stanno appropriando come tratto distintivo, come mezzo per comunicare la loro identità. Ne consegue la creazione di tendenze come quelle del dark academia (una moda che romanticizza i look da collegiali e le arti classiche) e, ora, il “poetcore”, di cui ha parlato anche il magazine Amica:
La lettura viene trasformata in un “lifestyle” o in un’esibizione, qualcosa da mostrare agli altri, anziché in una normale abitudine. L’enfasi si sposta dal contenuto del libro all’atto di essere visti come “lettori”, con grande attenzione rivolta ad aspetti decorativi. Anche questa corsa all’edizione speciale del romanzo in voga, a tiratura limitata, magari con “spray edges” e altri dettagli estetici, è un fenomeno che sta strabordando.
Ma c’è un livello successivo.
Quello della trasformazione del libro come bene di lusso. Diverse case di moda hanno creato dei veri e propri accessori – con prezzi ovviamente medio/alti – destinati a un pubblico metropolitano e colto (in teoria).
In particolare, Coach ha creato dei mini charm letterari ovvero delle versioni in miniatura dei classici. Che Marie Claire definisce un “fashion flex”, un modo per rendersi più interessanti. Anche Dior ha messo in vendita delle borse – francamente bruttissime – che ricalcano le copertine dei classici (a soli 3.000 euro).
Al di là delle singole operazioni, è chiaro che la lettura stia diventando uno status per persone ricche e di successo che vogliono aggiungere prestigio al loro brand. Ma davvero vogliamo rendere la lettura così poco democratica?
Qualcuno si è chiesto cosa avrebbero pensato gli autori dei book charm se le loro opere fossero diventate una commodity? In che modo possono essere compatibili le parole di un’attivista come Maya Angelou sull’uguaglianza, sul femminismo inclusivo e sulla parità razziale con la vendita di un bene di lusso?
Ancora una volta, sembra che siamo davanti a un’ipersemplificazione. Opere che possono essere ricondotte a un atto politico, sociale, artistico complesso, diventano semplicemente degli “oggetti” con valori di distinzione sociale, piuttosto che di riflessione.
Tant’è vero che del contenuto di questi scritti non si è parlato minimamente nella campagna marketing di Coach. Se leggete le descrizioni delle trame sul loro sito – in cui tutti i prodotti risultano ormai non disponibili – vi renderete conto che sono stati espunti gli aspetti più critici e scomodi di quelle opere (tornando sempre ad Angelou, per esempio, non ci sono riferimenti alla povertà, al razzismo e alle ingiustizie subite).
Che ci crediate o meno, invece di un backlash, questa iniziativa ha avuto solo elogi perché crediamo ancora nel vecchio adagio: “Se fa avvicinare le persone alla lettura, tanto meglio!”. Peccato che questi libri in miniatura costino 125 euro. Chi dovrebbero avvicinare alla lettura?
Critichiamo il sentimento dell’anti-intellettualismo, ma saranno poi tanto meglio quelli che sfoggiano la lettura come uno charme da appendere alla borsa? Non stanno semplicemente replicando gli stessi meccanismi, ugualmente superficiali?
Appuntamenti e novità
Ci vediamo al Book Pride questo sabato? Date un’occhiata al programma perché ci sono parecchi eventi interessanti, tra cui i miei tre appuntamenti che vi lascio qui sotto:
Ci sono ancora una manciata di posti per il ritiro di lettura del 4 e del 5 luglio nel Monferrato e per il Tour Letterario tra Bath e le Cotswolds, dedicato a Jane Austen e non solo, quest’autunno, sempre con Ecoway Travel.
Hai già visto il mio rant contro Jonathan Franzen? Così bravo e così presuntuoso. Se non l’hai fatto, ecco il video sulle ultime letture, tra cui un romanzo da 5 stelle piene ovvero Skippy muore di Paul Murray.
Editoria e dintorni
Tra le novità editoriali da tenere d’occhio, l’annuncio del primo libro di Tegamini (qui tifiamo molto!) e Il lago della creazione di Rachel Kushner (un romanzo originalissimo e stranissimo che ho adorato!). Finalmente uno sguardo completamente divergente dalla narrativa mainstream. Una storia che intreccia ecologismo, primitivismo, complotti politici e una mercenaria fredda e calcolatrice.
Da aprile, assisteremo al ritorno in libreria di Christa Wolf, una delle voci più importanti del Novecento europeo.
La neozelandese Katherine Mansfield è una delle voci più ribelli della letteratura mondiale, dovresti conoscerla. Famosa per le sue relazioni turbolente (con donne e uomini), le sue short stories e il suo antagonismo con Virginia Woolf.
L’esordio provocatorio di Julia May Jonas, Vladimir (ora pubblicato da La nave di Teseo), è diventato anche una serie Netflix. Sembra un campus novel altamente d’intrattenimento quanto un po’ trash. Una professoressa di letteratura inglese si trova ad affrontare le denunce rivolte contro il marito, anch’egli insegnante nello stesso college, da parte di ex studentesse che lo accusano di relazioni inappropriate. Una situazione che precipita quando anche lei sviluppa una sua personale ossessione.
Sempre a proposito di adattamenti, è uscito il trailer della serie tratta da I Testamenti di Margaret Atwood, nello stesso universo del distopico Il racconto dell’ancella.
Si sta discutendo anche della trasposizione cinematografica, a cura di Sarah Polley, de La campana di vetro di Sylvia Plath, romanzo autobiografico pubblicato nel 1963, appena prima della morte per suicidio della scrittrice, diventata successivamente un’icona letteraria. Per Esther Greenwood, la protagonista, è stata scritturata la cantante Billie Eilish. Considerando la complessità del ruolo, molti si stanno lamentando dell’ingaggio di un’artista con poca esperienza. Non escludo che possa essere soltanto una mossa della produzione per saggiare il terreno. Nel frattempo, io ho recuperato da poco la lettura del libro e l’ho adorato. Una prosa scarna e dolente che ci restituisce, purtroppo, un’immagine ancora nitida dei tabù sulla salute mentale delle giovani donne.
Il fenomeno di Heated Rivalry spiegato bene.
Anche per oggi è tutto, buone letture e buon fine settimana!
Se hai dei suggerimenti su tematiche da affrontare, libri, meme e/o dritte di ogni tipo, scrivimi pure sui miei account social. Se vuoi informazioni sull’abbonamento scrivi a: info@nredizioni.it










Assurdo poi che quando si parla, soprattutto in Italia, del perché si legge così poco, si dà sempre la colpa ai prezzi dei libri sempre più alti.
Poi c'è il settore della moda (ma anche altri), che in crisi non ci va mai.
Basterebbe solo ammettere che della lettura in sé ce ne frega poco, a meno che non diventi una cosa da vedere e fare vedere.
Comunque borse orrende, forse superate solo dalle buste della spazzatura di Balenciaga.
Molto interessante la tua riflessione, purtroppo il capitalismo e il marketing ormai permeano cosi tanto le nostre vite da andare ad infettare anche una passione come la lettura rendendola una moda ma svuotandola del suo significato più profondo. Lo trovo triste e non penso possa aiutare davvero ad avvicinare alla lettura chi non l ha mai apprezzata prima!
Ps: ho visto la serie Vladimir e mi è piaciuta molto!